Quale forma giuridica per il tuo ETS? ODV, APS, fondazione o impresa sociale: guida alla scelta nel 2026
come scegliere la forma giuridica

title: "Quale forma giuridica per il tuo ETS? ODV, APS, fondazione o impresa sociale: guida alla scelta nel 2026" seoTitle: "OdV, APS, fondazione o impresa sociale: come scegliere" seoDescription: "Quale forma giuridica scegliere per il tuo ente nel 2026: tabella comparativa, requisiti e vantaggi fiscali. Dott. Ghidoni, commercialista ETS Brescia." subtitle: "come scegliere la forma giuridica" category: "Forma Giuridica ETS" datePublished: "2026-04-01" dateModified: "2026-04-01" coverImage: "/images/blog/forma-giuridica-ets-odv-aps-fondazione-impresa-sociale/cover-forma-giuridica-ets.webp" coverAlt: "Illustrazione in creta: un calendario da tavolo di grandi dimensioni su cui piccole figure si arrampicano segnando le date, con orologi ai piedi" related: ["fiscalita-ets-2026-guida-completa", "impresa-sociale-2026-nuovo-regime-fiscale", "odv-aps-regime-forfettario-iva-2026"] fonti: "D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore), artt. 4, 21, 22, 32, 35, 79, 80, 83, 86 • D.Lgs. 112/2017 (Impresa Sociale) • Circolare Agenzia delle Entrate n. 1/E del 19 febbraio 2026 • D.Lgs. 186/2025 • Nota Min. Lavoro n. 9313/2020 • Nota Min. Lavoro n. 15849/2024" faq:
- question: "Qual è la differenza tra ODV e APS?" answer: "La differenza principale è nel ruolo del volontariato: nell'ODV i volontari devono essere la maggioranza dei soci e l'attività è prevalentemente gratuita (art. 32 CTS). Nell'APS l'attività è rivolta ai soci, ai loro familiari o a terzi, senza obbligo di prevalenza volontaria (art. 35 CTS). Dal 2026, l'ODV ha un coefficiente forfettario dell'1% (contro il 3% dell'APS) e i donatori dell'ODV detraggono il 35% (contro il 30%)."
- question: "Come scegliere la forma giuridica giusta per un progetto sociale?" answer: "Dipende da tre fattori: chi partecipa (volontari? soci? un fondatore?), qual è l'attività prevalente (volontariato, promozione sociale, impresa?) e quale regime fiscale conviene. Se i volontari sono la maggioranza, l'ODV è la scelta naturale. Se il progetto parte da un patrimonio, valuta la fondazione. Se l'attività economica è il cuore, l'impresa sociale offre il miglior trattamento fiscale sugli utili reinvestiti."
- question: "Qual è la differenza tra ETS e impresa sociale?" answer: "L'impresa sociale è una qualifica specifica disciplinata dal D.Lgs. 112/2017, pensata per chi svolge attività d'impresa in via stabile e principale. Tutti gli ETS sono iscritti al RUNTS, ma l'impresa sociale è l'unica tipologia progettata per l'esercizio di attività economica con regime fiscale dedicato (non imponibilità utili reinvestiti, aliquota ridotta 5%)."
- question: "Come si costituisce un ETS nel 2026?" answer: "Per un'associazione non riconosciuta basta una scrittura privata registrata all'Agenzia delle Entrate (costo circa 200 € + bolli). Per ottenere la personalità giuridica serve l'atto pubblico notarile (1.200-2.500 €) più il patrimonio minimo: 15.000 € per associazioni, 30.000 € per fondazioni. L'iscrizione al RUNTS completa la procedura."
- question: "Qual è il patrimonio minimo richiesto per un ETS con personalità giuridica?" answer: "Per le associazioni riconosciute il patrimonio minimo è 15.000 €, per le fondazioni 30.000 € (art. 22 CTS). Deve essere in denaro liquido e disponibile: il Ministero del Lavoro (nota 15849/2024) ha escluso i conferimenti in beni immateriali. Per le associazioni non riconosciute e per le imprese sociali non in forma societaria non è previsto un patrimonio minimo."
Sette persone fisiche, un atto costitutivo e una scelta che condizionerà i prossimi dieci anni: la forma giuridica del tuo Ente del Terzo Settore. Nel 2026, con il Titolo X del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) pienamente operativo e la Circolare 1/E dell'Agenzia delle Entrate del 19 febbraio 2026 a chiarire le regole fiscali, scegliere tra ODV, APS, fondazione ed impresa sociale non è mai stato così rilevante — e così diverso in termini di vantaggi concreti.
In questa guida confronto le principali forme giuridiche con una tabella comparativa, analizzo requisiti, vincoli e vantaggi fiscali aggiornati al 2026, e ti aiuto a capire quale struttura si adatta meglio al tuo progetto. È il lavoro che faccio ogni settimana con gli enti del territorio bresciano e lombardo che accompagno nella costituzione o nella riorganizzazione.
Le forme giuridiche ETS a confronto: la tabella che mancava
Il Codice del Terzo Settore (art. 4, comma 3) individua sette tipologie di ETS. Per la maggior parte dei nuovi enti, la scelta si concentra su quattro opzioni: Organizzazione di Volontariato (ODV), Associazione di Promozione Sociale (APS), Fondazione del Terzo Settore e Impresa Sociale (D.Lgs. 112/2017). A queste si aggiunge l'ETS generico, la forma residuale per chi non rientra nelle categorie specifiche.
| Caratteristica | ODV | APS | Fondazione ETS | Impresa Sociale | ETS generico | |---|---|---|---|---|---| | Soci minimi | 7 persone fisiche o 3 ODV | 7 persone fisiche o 3 APS | Nessun minimo (anche 1 fondatore) | Anche 1 solo soggetto | 3 persone fisiche | | Patrimonio minimo | Nessuno (se non riconosciuta) | Nessuno (se non riconosciuta) | 30.000 € (personalità giuridica obbligatoria) | Nessuno specifico | Nessuno (15.000 € se riconosciuta) | | Governance | Assemblea + CdA collegiale (no amm. unico) | Assemblea + CdA collegiale (no amm. unico) | CdA o amministratore unico ammesso | Organo di amministrazione + organo di controllo | Assemblea + CdA collegiale | | Regime fiscale 2026 | Art. 86 CTS: coeff. 1% (ricavi ≤ 85.000 €) oppure art. 80 | Art. 86 CTS: coeff. 3% (ricavi ≤ 85.000 €) oppure art. 80 | Art. 80 CTS: coeff. 7%-17% in base a scaglioni | Utili reinvestiti non imponibili; aliquota ridotta 5% (forma societaria) | Art. 80 CTS: coeff. 7%-17% in base a scaglioni | | Detrazioni donatori | 35% IRPEF (fino a 30.000 €) o deduzione 10% reddito | 30% IRPEF (fino a 30.000 €) o deduzione 10% reddito | 30% IRPEF o deduzione 10% reddito | 30% IRPEF o deduzione 10% reddito + detrazione 30% investimenti | 30% IRPEF o deduzione 10% reddito |
Nota: il patrimonio minimo di 15.000 € (associazioni) o 30.000 € (fondazioni) è richiesto solo per ottenere la personalità giuridica tramite iscrizione al RUNTS con atto pubblico (art. 22 CTS). Le associazioni non riconosciute non hanno obbligo patrimoniale, ma i loro amministratori rispondono personalmente delle obbligazioni.
ODV e APS: due modelli associativi, due regimi fiscali diversi
La differenza fondamentale è nel ruolo del volontariato. Nell'ODV i volontari devono essere la maggioranza degli associati e l'attività è svolta prevalentemente attraverso prestazioni volontarie e gratuite dei soci (art. 32 CTS). Nell'APS, invece, le attività sono svolte a favore dei propri associati, dei loro familiari o di terzi (art. 35 CTS), e la presenza di volontari è facoltativa.
Sul piano fiscale, dal 1° gennaio 2026 il divario si fa concreto. Con il regime forfettario dell'art. 86 CTS (ricavi commerciali fino a 85.000 €), l'ODV applica un coefficiente di redditività dell'1%, mentre l'APS applica il 3%. Per un ente con 50.000 € di ricavi commerciali, significa un reddito imponibile di 500 € (ODV) contro 1.500 € (APS). La differenza IRES è di circa 240 €: poca cosa in assoluto, ma il segnale normativo è chiaro — il legislatore premia chi fa volontariato.
Per i donatori la differenza è altrettanto netta: chi dona a un'ODV detrae il 35% dall'IRPEF (art. 83, comma 1, CTS), contro il 30% standard delle altre tipologie ETS inclusa l'APS. Su una donazione di 10.000 €, il donatore di un'ODV risparmia 500 € in più rispetto a chi dona a un'APS.
Fondazione del Terzo Settore: patrimonio, governance e quando conviene
La fondazione ETS è la scelta naturale quando il progetto parte da un patrimonio da destinare a uno scopo sociale, anziché da un gruppo di persone. Il patrimonio minimo è 30.000 € in denaro liquido e disponibile (art. 22 CTS). Se conferito in beni diversi dal denaro, serve una perizia giurata di un revisore legale. Il Ministero del Lavoro (nota n. 15849/2024) ha chiarito che non sono ammessi conferimenti in beni immateriali (proprietà intellettuale, opere e servizi).
Sul piano della governance, la fondazione offre maggiore flessibilità: è l'unica tipologia ETS in cui è ammesso l'amministratore unico (nota Ministero del Lavoro n. 9313/2020). Nelle associazioni, invece, l'organo di amministrazione deve essere sempre collegiale. Questo rende la fondazione particolarmente adatta a enti con un fondatore forte — persona fisica, famiglia o impresa — che vuole mantenere il controllo sulla gestione.
Dal punto di vista fiscale, la fondazione non può accedere al regime ultraagevolato dell'art. 86 CTS (riservato a ODV e APS), ma può optare per il regime forfettario ordinario dell'art. 80, con coefficienti dal 7% al 17% a seconda degli scaglioni di ricavo. La Circolare 1/E (par. 2.2.8 e 2.2.9) conferma che le fondazioni ETS non commerciali applicano le stesse regole di non commercialità delle attività di interesse generale previste per tutti gli ETS.
Impresa sociale: quando l'attività economica è il cuore del progetto
L'impresa sociale (D.Lgs. 112/2017) è una qualifica, non una forma giuridica autonoma: può essere assunta da associazioni, fondazioni, cooperative e persino società di capitali, purché esercitino in via stabile e principale un'attività d'impresa di interesse generale senza scopo di lucro.
La differenza chiave rispetto agli altri ETS è che l'impresa sociale è pensata per chi fa impresa come attività prevalente, non accessoria. Dal 2026, il vantaggio fiscale è significativo: gli utili destinati ad attività istituzionali o a incremento patrimoniale non sono imponibili. Per le imprese sociali in forma societaria, si applica un'aliquota ridotta del 5% sulla parte di utili non reinvestiti (Circolare 1/E, par. 6).
Inoltre, i donatori e gli investitori godono di un doppio incentivo: detrazione IRPEF del 30% sulle erogazioni liberali (come per tutti gli ETS) più una detrazione del 30% sugli investimenti nel capitale delle imprese sociali costituite da meno di cinque anni.
Come si costituisce un ETS nel 2026: atto pubblico, scrittura privata e costi
La procedura di costituzione dipende dalla scelta tra personalità giuridica e autonomia patrimoniale:
Associazione non riconosciuta (senza personalità giuridica): si costituisce con scrittura privata registrata presso l'Agenzia delle Entrate. Costo: imposta di registro (200 €) + bolli. Non serve il notaio. È la forma più economica e veloce, ma gli amministratori rispondono personalmente.
Associazione o fondazione riconosciuta (con personalità giuridica): serve l'atto pubblico redatto da un notaio (art. 22 CTS). Il costo notarile varia da 1.200 a 2.500 € circa, a cui si aggiunge il patrimonio minimo (15.000 € per associazioni, 30.000 € per fondazioni). L'iscrizione al RUNTS con personalità giuridica avviene direttamente tramite il notaio, che deposita l'atto.
Impresa sociale: la costituzione segue le regole della forma giuridica adottata (società, associazione, fondazione). Se in forma societaria, è sempre richiesto l'atto pubblico. Va iscritta nella sezione Imprese Sociali del RUNTS e anche nel Registro Imprese.
Requisito comune a tutti: lo statuto deve contenere le clausole obbligatorie del CTS (artt. 21 e 22), tra cui l'indicazione delle attività di interesse generale, l'assenza di scopo di lucro, le regole di devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento. Per l'adeguamento dello statuto esistente, rimando alla guida dedicata sull'adeguamento statutario.
Domande frequenti su Forma Giuridica ETS
Qual è la differenza tra ODV e APS?
La differenza principale è nel ruolo del volontariato: nell'ODV i volontari devono essere la maggioranza dei soci e l'attività è prevalentemente gratuita (art. 32 CTS). Nell'APS l'attività è rivolta ai soci, ai loro familiari o a terzi, senza obbligo di prevalenza volontaria (art. 35 CTS). Dal 2026, l'ODV ha un coefficiente forfettario dell'1% (contro il 3% dell'APS) e i donatori dell'ODV detraggono il 35% (contro il 30%).
Come scegliere la forma giuridica giusta per un progetto sociale?
Dipende da tre fattori: chi partecipa (volontari? soci? un fondatore?), qual è l'attività prevalente (volontariato, promozione sociale, impresa?) e quale regime fiscale conviene. Se i volontari sono la maggioranza, l'ODV è la scelta naturale. Se il progetto parte da un patrimonio, valuta la fondazione. Se l'attività economica è il cuore, l'impresa sociale offre il miglior trattamento fiscale sugli utili reinvestiti.
Qual è la differenza tra ETS e impresa sociale?
L'impresa sociale è una qualifica specifica disciplinata dal D.Lgs. 112/2017, pensata per chi svolge attività d'impresa in via stabile e principale. Tutti gli ETS sono iscritti al RUNTS, ma l'impresa sociale è l'unica tipologia progettata per l'esercizio di attività economica con regime fiscale dedicato (non imponibilità utili reinvestiti, aliquota ridotta 5%).
Come si costituisce un ETS nel 2026?
Per un'associazione non riconosciuta basta una scrittura privata registrata all'Agenzia delle Entrate (costo circa 200 € + bolli). Per ottenere la personalità giuridica serve l'atto pubblico notarile (1.200-2.500 €) più il patrimonio minimo: 15.000 € per associazioni, 30.000 € per fondazioni. L'iscrizione al RUNTS completa la procedura.
Qual è il patrimonio minimo richiesto per un ETS con personalità giuridica?
Per le associazioni riconosciute il patrimonio minimo è 15.000 €, per le fondazioni 30.000 € (art. 22 CTS). Deve essere in denaro liquido e disponibile: il Ministero del Lavoro (nota 15849/2024) ha escluso i conferimenti in beni immateriali. Per le associazioni non riconosciute e per le imprese sociali non in forma societaria non è previsto un patrimonio minimo.



