
CHI SONO

Dopo la laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Brescia, ho intrapreso la professione con una forte vocazione per il mondo del non-profit e del Terzo Settore.
Oggi lo studio assiste numerosi enti tra associazioni, imprese sociali, fondazioni, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, supportandoli in ogni aspetto della loro gestione amministrativa e fiscale.

Dott. Paolo Ghidoni
IL MIO STUDIO
Perché scegliere il mio Studio
Ascolto, Comprensione, Partnership.
Sappiamo che dietro ogni Ente del Terzo Settore c’è una missione profonda.
Per questo non ci limitiamo a fornirti un servizio, ma ci mettiamo esattamente al tuo fianco. Affrontiamo le sfide con sincera empatia e viviamo la tua causa con reale vicinanza emotiva. Da noi non troverai solo dei commercialisti, ma dei partner fidati che credono nei tuoi stessi valori.
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Quale tipo di ente dovrei scegliere per la mia attività?
La scelta dipende da diversi fattori: la natura dell’attività, i destinatari, la struttura organizzativa e gli obiettivi a lungo termine. Il Codice del Terzo Settore prevede forme giuridiche molto diverse tra loro — ODV, APS, ETS generici, Imprese Sociali, Fondazioni — e ciascuna comporta obblighi, vantaggi fiscali e regole di governance specifiche. Una scelta sbagliata può avere conseguenze rilevanti, anche economiche. Nella mia esperienza, questo è il passaggio più importante e quello in cui un inquadramento chiaro fin dall’inizio fa la differenza.
Posso vendere prodotti per finanziare la mia attività di volontariato o di promozione sociale?
È il meccanismo previsto dall’art. 79, comma 2, del D.Lgs. 117/2017 per stabilire se un’attività di interesse generale svolta da un ETS è commerciale o non commerciale ai fini IRES. L’attività è non commerciale se i corrispettivi percepiti (compresi i contributi PA corrispettivi) non superano i costi effettivi sostenuti (diretti, indiretti, generali, finanziari e tributari).
Voglio avviare un’attività di volontariato: da dove comincio?
Servono atto costitutivo, statuto adeguato al Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), ultimi due bilanci approvati con i relativi verbali assembleari e, se l’ente ha o richiede la personalità giuridica, la documentazione relativa al riconoscimento. Tutti i file devono essere in formato PDF/A, firmati digitalmente, con un limite di 10 MB per allegato.
Ho già un’associazione ma non è iscritta al RUNTS: devo regolarizzarla?
Perde tutte le agevolazioni fiscali previste per le ONLUS (art. 150 TUIR, D.Lgs. 460/1997) e sorge l’obbligo di devolvere il patrimonio incrementale — cioè la differenza tra il patrimonio netto alla cessazione della qualifica e quello alla data di prima iscrizione all’Anagrafe ONLUS. Se l’ente si scioglie, la devoluzione riguarda l’intero patrimonio.
Devo fare la fattura? Necessito di partita IVA per queste attività?
Mentre la legge 398/91 prevedeva una detrazione forfettaria IVA al 50% sulle operazioni commerciali, il nuovo regime dell'art. 86 prevede di fatto la disapplicazione dell'imposta. Non una riduzione, una disapplicazione.
Il mio ente deve nominare un organo di controllo o un revisore legale?
Le soglie vigenti sono: totale attivo superiore a 150.000 euro, ricavi/rendite/proventi superiori a 300.000 euro, dipendenti medi superiori a 7 unità. Sono i valori fissati dalla L. 104/2024, in vigore dal 3 agosto 2024, che ha innalzato quelli originari del Codice. L’obbligo scatta al superamento di almeno due limiti per due esercizi consecutivi.
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