Volontari nel bilancio sociale: come valorizzarli con i costi figurativi prima del 30 giugno
dove si applicano davvero

title: "Volontari nel bilancio sociale: come valorizzarli con i costi figurativi prima del 30 giugno" seoTitle: "Costi figurativi e volontari nel bilancio degli ETS" seoDescription: "Come valorizzare i volontari nel bilancio sociale ETS con i costi figurativi, entro il 30 giugno. La guida del commercialista Paolo Ghidoni, Brescia." subtitle: "dove si applicano davvero" category: "Bilancio ETS" datePublished: "2026-07-08" dateModified: "2026-07-08" coverImage: "/images/blog/costi-figurativi/cover-costi-figurativi.webp" coverAlt: "Illustrazione in creta: una figura in piedi su un podio di rotoli alza un documento verso un grande bollo di approvazione verde" related: ["fiscalita-ets-2026-guida-completa", "bilancio-ets-2026-dm-39-modelli", "organo-controllo-revisore-ets-obblighi-costi"] faq:
- question: "Quando è obbligatorio il bilancio sociale per un ETS?" answer: "È obbligatorio per gli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate superiori a 1 milione di euro; è sempre dovuto per le imprese sociali e i Centri di servizio per il volontariato. Sotto soglia resta uno strumento di trasparenza fortemente consigliato. [DA VERIFICARE CON PAOLO per il singolo ente]"
- question: "Come si calcola il costo figurativo dei volontari?" answer: "Si moltiplicano le ore prestate (da registro o foglio presenze) per il costo orario lordo del CCNL corrispondente alla mansione, raggruppando i volontari per attività omogenea. Il criterio va documentato in una nota."
- question: "I costi figurativi dei volontari vanno messi in bilancio?" answer: "Sì: secondo l’OIC 35 i costi e i proventi figurativi documentati si rilevano in calce al rendiconto gestionale al fair value. Nel bilancio sociale servono a rappresentare il reale apporto del volontariato."
- question: "Che differenza c’è tra l’aggiornamento dei volontari al RUNTS e il bilancio sociale?" answer: "Sono due adempimenti distinti: l’aggiornamento al RUNTS del numero di volontari è anagrafico e annuale; il bilancio sociale è un documento di rendicontazione dell’impatto. Entrambi, però, ruotano attorno alla scadenza di fine giugno."
- question: "È obbligatorio valorizzare i volontari nel bilancio sociale?" answer: "Per gli enti tenuti al bilancio sociale, le Linee guida chiedono di dare conto dei volontari: la valorizzazione dei costi figurativi è la modalità con cui questo avviene. Per gli enti sotto soglia non è un obbligo, ma resta il modo più efficace per dimostrare il proprio impatto. [DA VERIFICARE CON PAOLO]"
Nel bilancio sociale di un ETS i volontari non basta “raccontarli”: vanno valorizzati, cioè tradotti in un valore economico attraverso i cosiddetti costi figurativi. La scadenza del 30 giugno per il deposito al RUNTS si avvicina e ogni anno, nello studio, ricevo dai presidenti delle associazioni del territorio bresciano le stesse tre domande: come trattiamo i volontari nel documento? Dobbiamo quantificarne le ore? E il bilancio riflette davvero quello che facciamo?
Sono domande giuste. E la risposta, per una volta, è più semplice di quanto sembri.
Perché i volontari devono comparire nel bilancio sociale
Il bilancio sociale non è una formalità da depositare al RUNTS: è il documento con cui un ente del Terzo Settore racconta sé stesso — il proprio impatto, le risorse impiegate, le persone coinvolte. Per la maggior parte degli ETS i volontari sono la risorsa più importante, e un bilancio sociale che non li valorizza racconta solo metà della storia.
Le Linee guida per la redazione del bilancio sociale (DM 4 luglio 2019), insieme al Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), chiedono di dare conto del coinvolgimento di lavoratori, volontari e beneficiari. Non è un di più facoltativo: è parte integrante del documento.
In concreto, il documento deve indicare quante persone ruotano attorno all’ente e come ne è stato stimato l’apporto: numero di volontari, attività svolte e — qui sta il punto — il valore economico delle loro ore.
Cosa significa valorizzare i volontari: i costi figurativi e l’OIC 35
Valorizzare non vuol dire pagare i volontari, né far loro credere di “valere” una cifra. Vuol dire stimare il valore economico del lavoro prestato gratuitamente — quello che tecnicamente si chiama costo figurativo dei volontari — per due motivi concreti: rappresentare correttamente il peso reale dell’ente nella comunità, e avere una base solida per dialogare con Comuni, fondazioni e donatori.
Sul piano contabile, il principio OIC 35 prevede che i costi e i proventi figurativi, se attendibilmente stimabili e documentati, siano rilevati in calce al rendiconto gestionale al fair value della prestazione ricevuta. In parole semplici: il valore dei volontari non sparisce, trova posto nel bilancio.
Come calcolare il costo figurativo dei volontari (ore × CCNL)
Il calcolo è meno complicato di quanto si tema, e non serve una consulenza attuariale. La logica è questa:
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si raccolgono le ore prestate da ciascun volontario (dal registro dei volontari o da un semplice foglio presenze);
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si raggruppano i volontari per mansione omogenea (es. attività amministrativa, assistenza, trasporto);
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a ogni gruppo si applica il costo orario lordo previsto dal CCNL più rappresentativo per quella qualifica;
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ore × costo orario = costo figurativo del gruppo; la somma è il valore complessivo del volontariato.
Il criterio scelto va spiegato in una breve nota — la “scheda di valorizzazione” — e deve essere ragionevole, documentabile e coerente con gli anni precedenti. È utile allegare una dichiarazione del rappresentante legale che attesti la veridicità delle ore.
Il problema vero è la raccolta dati: come organizzarla
La difficoltà non è tecnica, è organizzativa. Chi raccoglie le ore? Chi le verifica? Chi le trasmette in tempo a chi redige il documento?
Negli enti più piccoli — quelli mandati avanti da un presidente volontario e due collaboratori — questo processo spesso non esiste: si arriva a giugno senza dati certi e si stima “a naso”. Il consiglio che do sempre è semplice: costruire un sistema minimale già da gennaio (anche solo un foglio condiviso con nome, attività e ore) elimina il problema ogni anno.
Bilancio sociale: adempimento o strumento di monitoraggio?
Il punto più importante, ben evidenziato anche dal Sole 24 Ore, è che il bilancio sociale non dovrebbe essere “solo” un adempimento formale, ma uno strumento di monitoraggio della conformità dell’ente al Codice del Terzo Settore.
Detto semplice: se il documento è fatto bene, l’ente sa dove si trova, cosa funziona e cosa migliorare. Se è copiato dall’anno prima cambiando solo la data, non serve né all’ente né a chi lo legge.
Nei bilanci sociali più utili che ho visto, ogni anno si confrontano i numeri con i precedenti: ore di volontariato, beneficiari raggiunti, costi sostenuti. È lì che il documento smette di essere un obbligo e diventa una bussola per chi guida l’ente.
Cosa controllare prima del 30 giugno
Se stai preparando il bilancio sociale in queste settimane, verifica almeno tre cose:
• che il numero di volontari sia aggiornato e documentato (lo stesso dato va comunicato al RUNTS);
• che le ore siano valorizzate con un criterio esplicitato nel documento;
• che il bilancio sociale sia coerente con le informazioni già depositate al RUNTS.
Non è una checklist esaustiva, ma è il minimo per non trovarsi in difficoltà in caso di controlli o richieste di chiarimenti.
Domande frequenti su Bilancio ETS
Quando è obbligatorio il bilancio sociale per un ETS?
È obbligatorio per gli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate superiori a 1 milione di euro; è sempre dovuto per le imprese sociali e i Centri di servizio per il volontariato. Sotto soglia resta uno strumento di trasparenza fortemente consigliato. [DA VERIFICARE CON PAOLO per il singolo ente]
Come si calcola il costo figurativo dei volontari?
Si moltiplicano le ore prestate (da registro o foglio presenze) per il costo orario lordo del CCNL corrispondente alla mansione, raggruppando i volontari per attività omogenea. Il criterio va documentato in una nota.
I costi figurativi dei volontari vanno messi in bilancio?
Sì: secondo l’OIC 35 i costi e i proventi figurativi documentati si rilevano in calce al rendiconto gestionale al fair value. Nel bilancio sociale servono a rappresentare il reale apporto del volontariato.
Che differenza c’è tra l’aggiornamento dei volontari al RUNTS e il bilancio sociale?
Sono due adempimenti distinti: l’aggiornamento al RUNTS del numero di volontari è anagrafico e annuale; il bilancio sociale è un documento di rendicontazione dell’impatto. Entrambi, però, ruotano attorno alla scadenza di fine giugno.
È obbligatorio valorizzare i volontari nel bilancio sociale?
Per gli enti tenuti al bilancio sociale, le Linee guida chiedono di dare conto dei volontari: la valorizzazione dei costi figurativi è la modalità con cui questo avviene. Per gli enti sotto soglia non è un obbligo, ma resta il modo più efficace per dimostrare il proprio impatto. [DA VERIFICARE CON PAOLO]



