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Fiscalità ETS955 parole

ODV e APS: dal 2026 il forfettario disapplica l'IVA. Cosa cambia e cosa fare

la disapplicazione dell'IVA

Illustrazione in creta: un tavolo di legno con un registro aperto e due figure sedute che lo consultano

title: "ODV e APS: dal 2026 il forfettario disapplica l'IVA. Cosa cambia e cosa fare" seoTitle: "OdV e APS nel forfettario: come si disapplica l'IVA" seoDescription: "Dal 2026 ODV e APS con ricavi commerciali sotto 85mila euro disapplicano l'IVA con il regime art. 86 CTS. Cosa cambia e cosa fare. Paolo Ghidoni, Brescia." subtitle: "la disapplicazione dell'IVA" category: "Fiscalità ETS" datePublished: "2026-07-24" dateModified: "2026-07-24" coverImage: "/images/blog/odv-aps-regime-forfettario-iva-2026/cover-odv-aps-forfettario-iva-2026.webp" coverAlt: "Illustrazione in creta: un tavolo di legno con un registro aperto e due figure sedute che lo consultano" related: ["fiscalita-ets-2026-guida-completa", "regime-forfettario-ets-2026", "forma-giuridica-ets-odv-aps-fondazione-impresa-sociale"] fonti: "gabrielesepio.com — articolo originale di Gabriele Sepio, 16 giugno 2026" faq:

  • question: "Chi può accedere al regime forfettario dell'art. 86 CTS?" answer: "Per le ODV e le APS con ricavi commerciali annui non superiori a 85.000 euro, il regime di riferimento e' quello dell'art. 86 del Codice del Terzo settore."
  • question: "Le ODV e le APS nel forfettario devono applicare l'IVA in fattura?" answer: "Mentre la legge 398/91 prevedeva una detrazione forfettaria IVA al 50% sulle operazioni commerciali, il nuovo regime dell'art. 86 prevede di fatto la disapplicazione dell'imposta. Non una riduzione, una disapplicazione."
  • question: "La legge 398/91 vale ancora per ODV e APS nel 2026?" answer: "Dal 1 gennaio 2026, quel regime non si applica piu' alle ODV e alle APS che accedono al Codice del Terzo settore. Per queste realta', il riferimento e' ora il nuovo sistema fiscale del Codice, con i suoi regimi forfettari agli articoli 80 e 86."
  • question: "Cosa rischia un ente che nel 2026 ha continuato a fatturare con IVA?" answer: "Dal 1 gennaio 2026, la legge 398/91 non si applica piu' a ODV e APS. Ma non tutti gli enti si sono adeguati subito. Alcuni hanno continuato per inerzia a emettere fatture con IVA al 50%, esattamente come facevano prima."
  • question: "Lo split payment si applica a un ente in regime art. 86?" answer: "Lo split payment si applica ai fornitori della Pubblica Amministrazione che operano in regime IVA ordinario. Non si applica a chi opera in regime forfettario. Dal momento che il regime dell'art. 86 del Codice prevede la disapplicazione dell'IVA, gli enti ODV e APS che adottano questo regime sono esonerati dallo split payment nelle fatture verso la PA."

C'e' una domanda che mi arriva con frequenza crescente in questi mesi, soprattutto dagli enti che hanno fatto il passaggio al Codice del Terzo settore a inizio anno: 'Ma noi l'IVA la mettiamo ancora in fattura o no?'

La risposta, per molte ODV e APS, e' no. E capire perche', e soprattutto come gestire la transizione, e' esattamente quello che vale la pena chiarire.

La fine dell'era della legge 398/91 per ODV e APS

Per decenni, la legge 398/91 e' stata il punto di riferimento fiscale per buona parte del mondo associativo italiano. Un regime semplice, forfettario, che permetteva di gestire le attività commerciali con pochi adempimenti e un calcolo dell'IVA su base forfettaria al 50%.

Dal 1 gennaio 2026, quel regime non si applica piu' alle ODV e alle APS che accedono al Codice del Terzo settore. Per queste realta', il riferimento e' ora il nuovo sistema fiscale del Codice, con i suoi regimi forfettari agli articoli 80 e 86.

La legge 398/91 sopravvive solo per le associazioni e societa' sportive dilettantistiche che non aderiscono al Terzo settore. Per tutti gli altri, si volta pagina.

Il regime dell'art. 86 CTS: cos'e' e chi puo' accedervi

Per le ODV e le APS con ricavi commerciali annui non superiori a 85.000 euro, il regime di riferimento e' quello dell'art. 86 del Codice del Terzo settore.

Il primo elemento da capire bene e' come si calcola questa soglia. Non si considerano tutte le entrate dell'ente, ma solo quelle che si qualificano come commerciali ai fini delle imposte sui redditi secondo i nuovi criteri dell'art. 79 del Codice. Un ente con entrate corrispettive totali anche molto superiori a 85.000 euro puo' tranquillamente rientrare nel regime se la parte qualificata come commerciale resta sotto quella soglia.

Questo cambia il paradigma rispetto alla legge 398/91, dove la soglia si calcolava diversamente. Vale la pena fare una verifica puntuale sulla propria situazione, senza dare per scontato di rientrare o di essere esclusi.

L'IVA che non si applica: effetti concreti

Il regime dell'art. 86 e' in continuita' con la legge 398/91 sul fronte Ires: il reddito imponibile si determina in modo forfettario. Sul fronte IVA, pero', la differenza e' sostanziale.

Mentre la legge 398/91 prevedeva una detrazione forfettaria IVA al 50% sulle operazioni commerciali, il nuovo regime dell'art. 86 prevede di fatto la disapplicazione dell'imposta. Non una riduzione, una disapplicazione.

In termini operativi questo significa: niente fattura con IVA, niente dichiarazione IVA annuale, niente registrazione delle fatture, niente certificazione dei corrispettivi. Come ha chiarito la circolare 1/E del 2026 dell'Agenzia delle Entrate, le fatture emesse in questo regime riportano il codice natura N2.2.

Il punto critico: chi ha continuato con il vecchio regime nel 2026

Qui sta la questione più delicata, e quella su cui vedo più incertezza tra gli enti che seguo.

Dal 1 gennaio 2026, la legge 398/91 non si applica piu' a ODV e APS. Ma non tutti gli enti si sono adeguati subito. Alcuni hanno continuato per inerzia a emettere fatture con IVA al 50%, esattamente come facevano prima.

Questo comportamento, se mantenuto, crea un problema: le fatture emesse nel 2026 con IVA al 50% sono formalmente errate. L'ente che si trova in questa situazione deve emettere note di credito a storno per quelle fatture, e allinearsi al nuovo regime.

Se invece l'ente non ha i requisiti per l'art. 86 del Codice, cioè supera la soglia dei ricavi commerciali, deve emettere nuove fatture con l'applicazione dell'IVA ordinaria. Non il 50% forfettario, l'aliquota piena di legge per il tipo di operazione.

Dalla mia esperienza, questo e' esattamente il tipo di situazione che si scopre tardi, spesso quando si va a fare la dichiarazione annuale. Meglio verificare adesso.

La rettifica della detrazione IVA sugli acquisti

C'e' un altro aspetto tecnico che vale la pena non trascurare: la rettifica della detrazione IVA sui beni ammortizzabili acquistati nel vecchio regime.

Quando un ente cambia regime IVA, i beni ammortizzabili acquistati in precedenza con detrazione IVA devono essere riconsiderati. Se l'ente e' passato da un regime con IVA (anche forfettaria) a uno senza IVA, l'art. 19-bis2 del DPR 633/1972 prevede una rettifica della detrazione originariamente operata.

Non è un adempimento automatico, e non è sempre dovuto: dipende dal tipo di bene, dall'anno di acquisto, dal periodo di rettifica residuo. Ma e' un elemento che chi tiene la contabilita' dell'ente deve verificare nel momento del cambio di regime.

Lo split payment con la Pubblica Amministrazione

Un ultimo punto che riguarda gli enti che lavorano con la PA: lo split payment.

Lo split payment si applica ai fornitori della Pubblica Amministrazione che operano in regime IVA ordinario. Non si applica a chi opera in regime forfettario. Dal momento che il regime dell'art. 86 del Codice prevede la disapplicazione dell'IVA, gli enti ODV e APS che adottano questo regime sono esonerati dallo split payment nelle fatture verso la PA.

Attenzione però agli enti associativi diversi da ODV e APS, o a quelli con ricavi commerciali superiori agli 85.000 euro: per loro si attiva lo split payment, con versamento dell'IVA ordinaria direttamente da parte della PA.

Un cambio di regime che richiede attenzione

La riforma fiscale del Terzo settore porta con se' semplificazioni reali. Il regime dell'art. 86 e' una di queste: meno adempimenti, meno complessita' IVA, meno burocrazia per gli enti piu' piccoli.

Ma ogni cambio di regime porta con se' una fase di transizione che va gestita. Le note di credito da emettere, la rettifica dei beni ammortizzabili, la verifica della soglia di accesso, il codice natura corretto in fattura: sono tutti passaggi che sembrano dettagli ma che, se trascurati, creano problemi concreti.

Per gli enti dell'area bresciana che stanno affrontando questo passaggio, sono disponibile per un confronto. Meglio chiarire ora che correggere dopo.

Domande frequenti su Fiscalità ETS

Chi può accedere al regime forfettario dell'art. 86 CTS?

Per le ODV e le APS con ricavi commerciali annui non superiori a 85.000 euro, il regime di riferimento e' quello dell'art. 86 del Codice del Terzo settore.

Le ODV e le APS nel forfettario devono applicare l'IVA in fattura?

Mentre la legge 398/91 prevedeva una detrazione forfettaria IVA al 50% sulle operazioni commerciali, il nuovo regime dell'art. 86 prevede di fatto la disapplicazione dell'imposta. Non una riduzione, una disapplicazione.

La legge 398/91 vale ancora per ODV e APS nel 2026?

Dal 1 gennaio 2026, quel regime non si applica piu' alle ODV e alle APS che accedono al Codice del Terzo settore. Per queste realta', il riferimento e' ora il nuovo sistema fiscale del Codice, con i suoi regimi forfettari agli articoli 80 e 86.

Cosa rischia un ente che nel 2026 ha continuato a fatturare con IVA?

Dal 1 gennaio 2026, la legge 398/91 non si applica piu' a ODV e APS. Ma non tutti gli enti si sono adeguati subito. Alcuni hanno continuato per inerzia a emettere fatture con IVA al 50%, esattamente come facevano prima.

Lo split payment si applica a un ente in regime art. 86?

Lo split payment si applica ai fornitori della Pubblica Amministrazione che operano in regime IVA ordinario. Non si applica a chi opera in regime forfettario. Dal momento che il regime dell'art. 86 del Codice prevede la disapplicazione dell'IVA, gli enti ODV e APS che adottano questo regime sono esonerati dallo split payment nelle fatture verso la PA.

Fonti e riferimenti normativi

gabrielesepio.com — articolo originale di Gabriele Sepio, 16 giugno 2026

Dott. Paolo GhidoniDottore Commercialista e Revisore LegaleSpecializzato in Enti del Terzo SettoreProfessional Partner Il Sole 24 OreBrescia

Assisto associazioni, fondazioni, ODV e APS con studio a Brescia. Come lavoro e come si costruisce il preventivo: costi della consulenza.

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